2017 prima edizione
CONVERSANO
23/24/25 giugno
Talenti d’Italia
DESCRIZIONE
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E’ vero in Italia tante cose non funzionano o funzionano male;  basta sfogliare un giornale o accendere la tv per leggere o ascoltare lamenti. Si lamenta degli imbrogli, chi non paga le tasse; si lamenta di non avere soldi, chi possiede case e terreni; si lamenta della mancanza di lavoro per i giovani, chi occupa da tempo immemore poltrone. Quasi mai lo spazio pubblico viene offerto ai mille talenti, ai volontari, agli appassionati, agli entusiasti. Eppure in Italia sono tanti. La tv ci racconta una gioventù becera, che si riempie la bocca di frasi razziste, che afferma che “i rom so’ acari”; e che “gli stranieri” “devono sta’ a casa loro perché è ggiusto!” E fa finta di scandalizzarsi, ma poi ce li propina. Eppure ai festival si vedono centinaia di giovani interessati di politica affollare le sale e le chiese di piccoli paesi,  discutere animatamente  sui grandi temi.  Per fortuna c’è chi ci osserva  dall’esterno e trova le chicche: Marten van Aalderen, giornalista olandese, per alcuni anni presidente della stampa estera, ha scritto un libro dal titolo  “Talenti d’Italia” (albeggi edizioni pp 180, 15 euro) con il quale sta riscuotendo un grande successo.

Una carrellata di interviste realizzate su e giù per lo stivale. C’è la storia di  un grande pianista che non ha fatto carriera per nepotismo perché figlio di un infermiere, quella di una campionessa mondiale di pugilato; di un giovane disoccupato di Putignano, Domenico Colucci che ha ideato Nextome, un sistema di geonavigazione indoor, una sorta di Googlemaps per interni ed è  diventato famoso nel mondo; di un imprenditore siciliano, celebre per le sue pubblicità video e ancora di biotecnologi, di stilisti capaci di fondere il design con le tecnologie più avanzate, di biochimici, speleologi, ingegneri elettronici geniali che si sono fatti da soli armati solo di passione e  buona volontà.

E il suo non è solo un giusto riconoscimento a chi lavora in maniera geniale e riesce a sbarcare il lunario, anzi a volte persino a diventare ricco lavorando onestamente, ma soprattutto, finalmente, una speranza; il messaggio che si può, che le strade non sono chiuse. Il primo incipit del libro è un monito: “La prima forma di antimafia non è dichiarare che siamo contro la mafia, ma fare delle imprese pulite.

Marina Collaci

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