2017 prima edizione
CONVERSANO
23/24/25 giugno
Maialini in trance
DESCRIZIONE
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Cerchiamo di non pensarci quando addentiamo una braciolina di maiale condita a puntino, sale pepe  e succo di arancia, quando ci gustiamo un panino con il prosciutto eppure un miliardo e mezzo di maiali popolano la terra per soddisfare il nostro stomaco e palato; vivono segregati in allevamenti intensivi, legati, impossibilitati a muoversi e il loro letame è talmente impregnato di ormoni e antibiotici da non avere più proprietà come concime, anzi è uno scarto difficile da smaltire. Questi maiali che noi compriamo in offerta speciale al supermercato per 2 euro e cinquanta sono una delle più forti fonti di inquinamento del pianeta. Stefano Liberti, giornalista vecchio stile, appassionato reporter  non fa parte di chi ingurgita il cibo ad occhi chiusi, lui  è partito per un viaggio intorno al mondo, seguendo  le rotte irrazionali del cibo che mangiamo; ha scoperto che l’industria mondiale alimentare è in mano ad una manciata di multinazionali e ha scritto un libro denuncia di fortissimo impatto: “I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta”. La sua prima tappa è stata la Cina dove ci sono i più grandi allevamenti intensivi di maiali , ma i maiali cinesi vengono nutriti con tonnellate e tonnellate di soia che viene dal Brasile, dal Mato grosso ad essere precisi dove sei milioni di ettari di savana sono stati disboscati per  diventare campi tristi e monotoni dedicati soltanto alla soia; dall’Amazzonia dove più di 400 attivisti sono stati uccisi solo perché hanno osato ribellarsi all’occupazione illegale delle terre, ai disboscamenti, alla monocultura.  Ma in Cina Stefano ha visitato anche le grandi  industrie di salsa di pomodoro  scoprendo che in molti casi arriva a Salerno dove viene allungato con acqua e trasformata con un tocco di bacchetta magica in alimento “prodotto in Italia”, ma niente paura, perché quelle scatole di pomodoro, nato in Cina e trasformato in Italia non sono destinate a noi, bensì al mercato africano del Senegal e del Ghana dove in realtà il pomodoro crescerebbe sano e rigoglioso, il tutto passando per gli uffici dei grandi centri di business in Nordamerica.

Trasognata e con il libro in mano, passeggiavo per Conversano quando ho visto troneggiare una scritta davanti al supermercato: “maialini in trance” e per un momento ho avuto la visione di maialini ribelli impegnati in rivoluzionarie danze vudù, contagiati dall’atmosfera appassionata del festival Lector in Tavola. Ma non era così.

Marina Collaci

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