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IL TEMA per la prima edizione
la rivoluzione parte dal cibo

Cosa si mangia, oggi?
Quante volte lo abbiamo sentito dire, quante volte lo abbiamo chiesto? È senza ombra di dubbio la domanda più consueta, più pronunciata, più ripetuta e più sentita, ed è forse la frase più tradotta in tutte le lingue del mondo: "cosa si mangia, oggi?" è una domanda universale che richiede però risposte sempre meno superficiali e, al contrario, la dedica di approfondimenti, analisi, riflessioni sempre più dentro questioni che ci riguardano tutti, nessuno escluso, a cominciare dalle nostre scelte.

Per questo motivo da Lectorinfabula european cultural festival nasce l'esperienza di "Lector in Tavola" uno spazio autonomo di riflessione intorno al cibo, inteso come nutrimento per il corpo e lo spirito, con una chiara e per niente allusiva intenzione di "utilizzare" la convivialità dell'incontrarsi a tavola per dibattere, ragionare, comprendere le ragioni e i significati intorno alla parola “cibo”.
Il cibo rappresenta la nostra storia, la nostra memoria e quello che siamo oggi, dato da un continuo scambio e intreccio di culture diverse, di un sovrapporsi di sistemi produttivi, di sperimentazioni, di «rivoluzioni» nel verso senso della parola.

Ma presente e passato ci interpellano sul nostro futuro, sulla complessità del mondo fatta di contraddizioni sempre più legate agli squilibri nella distribuzione della ricchezza. Basti pensare al paradosso di quanto cibo si produce nel mondo e a quante persone viene negato l’accesso. Conflitti, disuguaglianze, squilibri sociali, marginalizzazione o volontà politica sono solo alcuni dei fattori alla base.
Ma c'è anche un'altra questione: la 'responsabilità!
Cosa mettiamo nei nostri piatti e dove finisce quello che resta? La fame e lo spreco sono due facce della stessa medaglia. Secondo la FAO oggi 842 milioni di persone soffrono la fame, ma il pianeta produce una quantità di cibo per sfamarne 12 miliardi; secondo dati del 2012, dal 30 al 50% del cibo prodotto non viene mangiato: lo spreco interessa tutto il pianeta, evidentemente con delle differenze geografiche. Spreco di cibo significa anche spreco di terra, di acqua, di energia. Le nostre scelte alimentari impattano sull’ambiente in modo determinante, non meno dei trasporti, del riscaldamento degli edifici e dell’utilizzo di energia elettrica
Il cibo è così al centro della nostra vita ma non lo è altrettanto però la consapevolezza di quanto il cibo sia una rete fitta e complessa di cui è sempre più necessario conoscerne i risvolti: chi lo produce, chi lo trasforma, chi lo distribuisce, chi lo prepara, chi lo consuma. Non si tratta però solo di riempire la pancia: ciò che si mangia deve essere di buona qualità, nutriente, sano e adeguato ai bisogni delle persone e dei territori.

C'è sempre più il bisogno di prendere in mano la nostra relazione con il cibo, suscitando le domande da dove viene? cosa contiene? come è preparato? ciò che entra dentro di noi e queste domande mettono al centro la nostra posizione, la nostra possibilità o meno di scegliere e di decidere. Ma quali condizioni ci vengono offerte per scegliere?
Interrogarsi su queste storie significa entrare in contatto con le mani e il cuore di chi ha coltivato, trasformato, cucinato il cibo che mangiamo. E ci conduce verso la relazione tra le persone e la"madre terra", il suolo che usiamo per produrre: il cibo che mangiamo riflette questa relazione che può assumere diverse forme più o meno rispettose dei ritmi della natura, più o meno aggressive.

Se noi definiamo la nostra identità umana e sociale sulla base del cibo che mangiamo è opportuno iniziare a porci qualche interrogativo partendo dalle nostre esperienze quotidiane, dall’apertura del nostro frigorifero alla passeggiata all’interno di un supermercato, per finire a ciò che ordiniamo in un ristorante. "Lector in Tavola" sarà così un'indagine fatta di parole e di sensi: cibo, cultura, identità, autosufficienza, sicurezza, sovranità alimentare. Esperienze, racconti e vita vissuta che condurranno dentro la cultura del cibo e che in qualche modo ci potranno aiutare a ripensare molte convinzione e consuetudini profonde di ognuno di noi.
Attraverso la condivisione al progetto di soggetti diversi, potremo intrecciare il tempo e lo spazio su una molteplicità di piani, linguaggi e scale geografiche: attori, studiosi, ricercatori, produttori e consumatori, dal locale al globale, la Puglia ponte sul Mediterraneo, per riportarci sempre alla dimensione della rete e delle comunità, in questo caso specifico, del cibo.

Il cibo è cultura perché ha inventato e trasformato il mondo. È cultura quando si produce, quando si prepara, quando si consuma. È il frutto della nostra identità ed è strumento per esprimerla e comunicarla.

A breve on line il programma.
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SI FA PRESTO A DIRE RIVOLUZIONE
Lectorinfabula è costruito sulla centralità della parola e la magia del racconto orale, racconta il presente per pensare il futuro. Coltiviamo la piccola ambizione di estendere la partecipazione a tutti coloro che credono nel cambiamento.
È la nostra scommessa, la scommessa di tanti altre comunità sparse per l’Italia e per il mondo: rendere pubblica la cultura, raccontare la contemporaneità, interpretare i bisogni, le necessità e le urgenze della società che abitiamo. Indicare, nuove, strade possibili.
LA CITTÀ
di Lectorintavola

Conversano è la città di Lectorintavola. Antico borgo di origine preromana da sempre votato all’accoglienza, alla ristorazione e alla cultura. Primo gradino della vasta Murgia, a 219 metri sul livello del mare, è a pochi chilometri dalle ambite mete estive di Polignano a Mare e Monopoli. La verde e fertile campagna che la circonda, ha reso Conversano un luogo dove trascorrere giorni felici per scoprire tradizioni, bellezze incontaminate e architetture dal fascino senza tempo.

Nel cuore della città vecchia la Basilica Cattedrale, eccelso romanico pugliese, il Monastero di San Benedetto, sede del museo archeologico ed ex complesso conventuale denominato per la sua maestosità Monstrum Apuliae (stupore di Puglia). A dominare il territorio il Castello normanno, una cittadella in pietra costituita da edifici appartenenti a diverse epoche e oggi sede della Pinacoteca cittadina
in cui è custodito il ciclo della Gerusalemme Liberata dell’artista campano Paolo Finoglio.

Il centro storico, tutto in pietra bianca, è costruito su stradine e viottoli che inglobano affascinanti palazzi caratterizzati da una stratificazione di stili architettonici.